Studio osservazionale retrospettivo per valutare l’impatto dell’ECMO Veno Arterioso (VA) integrato a CytoSorb nei pazienti con shock cardiogeno refrattario. Sono stati confrontati 29 pazienti trattati con VA ECMO integrato a CytoSorb e 29 pazienti con solo VA-ECMO, i due gruppi sono stati resi omogenei utilizzando il metodo statistico del Propensity Score Matching. Il trattamento di emoadsorbimento è stato effettuato in presenza di una sindrome vasoplegica, definita come un fabbisogno di noradrenalina di 0,3 g/kg/min e necessità di arginina-vasopressina a qualsiasi dose, 4-6 ore dopo l’inizio della VA-ECMO, nonostante la rianimazione emodinamica combinata. I risultati ottenuti mostrano un inferiore punteggio medio di valutazione dell’insufficienza d’organo sequenziale (p= 0,04), una riduzione della concentrazione dei lattati (p = 0,007), del VIS (p = 0,007), e del livello di PCR (p = 0,005) nel gruppo con emoadsorbimento rispetto al gruppo di controllo dopo 72 ore. La mortalità intraospedaliera è stata simile a quella predetta da SOFA score e APACHE II nel gruppo di controllo (62,1%), mentre è risultata inferiore nel gruppo di emoadsorbimento (44,8%). Sono state osservate ridotte complicanze emorragiche nel gruppo d’intervento rispetto ai controlli (p = 0,049).

In conclusione il trattamento VA-ECMO integrato con emoadsorbimento è stato associato ad un accelerato recupero della disfunzione multiorgano e microcircolatoria, ad attenuata risposta infiammatoria, a minori complicanze emorragiche e ad un rischio inferiore di mortalità precoce rispetto ai controlli.

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