Questo studio retrospettivo ha analizzato 175 pazienti in terapia intensiva (ICU) con shock settico, trattati con CytoSorb®. L’obiettivo principale era la valutazione del profilo infiammatorio ed emodinamico dell’intera popolazione. Inoltre, gli autori hanno esplorato come il timing del trattamento—avviato entro o dopo 24 ore dall’inizio dello shock—e l’intensità del trattamento, definito dal volume di sangue trattato e dalla durata della terapia, possano influire sui risultati. Il trattamento precoce con CytoSorb® (≤24 ore dall’inizio dello shock) è stato osservato nel 58% dei pazienti. L’elevata intensità del trattamento (definita come l’uso di 3 o più sorbenti) è stata raggiunta nel 51% dei pazienti e si è rivelata, insieme al timing precoce, un fattore cruciale associato al miglioramento della sopravvivenza.
In tutti i pazienti, sono stati riscontrati miglioramenti significativi al termine della terapia rispetto ai valori basali: aumento della pressione arteriosa media (MAP), riduzione dei lattati, procalcitonina (PCT), proteina C-reattiva (CRP), miglioramento del SOFA score e riduzione delle necessità di vasopressori (noradrenalina). I pazienti che hanno iniziato il trattamento precocemente e ricevuto una terapia ad alta intensità hanno mostrato i miglioramenti clinici più pronunciati.
La mortalità osservata (OM) è risultata significativamente inferiore, rispetto alla mortalità attesa secondo il SAPS II score, nell’intera popolazione di pazienti (49% contro 66%, rispettivamente, p=0,048) e in particolare nel gruppo ad alta intensità di trattamento (30% contro 63%, p=0,002) e nel sottogruppo precoce/ad alta intensità (30% contro 63%, p=0,02).
Quando il volume di sangue purificato (Amount of Blood Purified, L/Kg) è stato confrontato con la mortalità osservata, sono stati identificati tre cluster:
- Cluster A: ABP basso (<4 L/kg), n=33
- Cluster B: ABP intermedio (4–9 L/kg), n=56
- Cluster C: ABP elevato (>9 L/kg), n=86
il Cluster C (ABP elevato) ha mostrato i migliori risultati di sopravvivenza (72%).
In conclusione, nella gestione dello shock settico, il timing e, soprattutto, l’intensità del trattamento con CytoSorb® influenzano in modo significativo la risposta infiammatoria, la stabilità emodinamica, il miglioramento metabolico, gli score di gravità e gli esiti di sopravvivenza. Ottimizzare entrambi i fattori potenzia l’impatto terapeutico dell’emoadsorbimento nei pazienti critici.
