Questo studio proof-of-concept esplora la fattibilità e l’efficacia della perfusione ipotermica ossigenata (HMP) per preservare e valutare graft renali “en-bloc” da donatori in morte cardiaca (DCD) utilizzando un modello animale. Con l’aumento dell’uso di organi da donatori DCD, l’interesse per le tecniche di perfusione ex-situ degli organi è notevolmente cresciuto, al fine di migliorare la vitalità e la funzione dei graft.
I blocchi renali doppi sono stati prelevati post-mortem da un maiale, dopo un periodo no-flow di 35 minuti. La perfusione è stata avviata con PerKidney (PerLife, Aferetica s.r.l, Bologna, Italia) ed è stata condotta in due fasi: perfusione ipotermica e normotermica.
Durante la perfusione ipotermica, è stata mantenuta una pressione target di 50 mmHg e un flusso di 100 ml/min per una durata di 110 minuti a una temperatura media di 6,8°C. Sono state osservate significative riduzioni delle resistenze vascolari da 1,07 a 0,06, indicando un miglioramento dell’efficienza della perfusione. La resistenza media è stata di 0,37 diminuendo costantemente fino a raggiungere 0,06 dopo 55 minuti. La perfusione normotermica, simulando le condizioni del trapianto, è stata eseguita a una pressione target di 75 mmHg e un flusso di 500 ml/min per 49 minuti, durante i quali i reni hanno mostrato cambiamenti di colore indicativi di una perfusione riuscita, mostrando parametri di flusso e pressione stabili. La resistenza media è stata di 0,031 partendo da 0,05 e diminuendo stabilmente fino a 0,01 dopo 10 minuti
Questo studio dimostra che la perfusione ex-situ ipotermica ossigenata per graft renali “en-bloc” da un modello animale DCD è fattibile. La riduzione delle resistenze vascolari durante la perfusione suggerisce una maggiore vitalità dell’organo, mentre i parametri di flusso e pressione costanti indicano condizioni di perfusione stabili. Cambiamenti osservabili nel colore dei reni e nella produzione di urina supportano ulteriormente l’efficacia di questa tecnica di perfusione.
In questo studio proof-of-concept preliminare su modello animale di grandi dimensioni, la perfusione “en-bloc” della coppia di reni appare fattibile. La diminuzione delle resistenze vascolari, il mantenimento del flusso e della pressione, i cambiamenti di colore del graft e la produzione di urina durante la perfusione sono caratteristiche favorevoli che supportano questa opzione, potenzialmente utile in situazioni in cui è necessario gestire contemporaneamente più organi donati e vi è una mancanza di dispositivi disponibili.
Le conclusioni enfatizzano l’utilità potenziale della HMP per graft renali “en-bloc” in doppio da donatori DCD, particolarmente quando è necessario gestire contemporaneamente più organi donati. Sebbene i risultati iniziali siano promettenti, è necessaria una ricerca più approfondita per affinare i parametri di perfusione e sviluppare metodi di valutazione standardizzati per graft renali doppi. Questo approccio innovativo potrebbe migliorare significativamente la conservazione e la funzione degli organi, migliorando in ultima analisi i risultati dei trapianti.
Nel complesso, questo studio presenta una nuova opzione promettente per preservare e valutare i graft renali, suggerendo che la perfusione ex-situ ipotermica ossigenata potrebbe essere un metodo efficace per migliorare la vitalità e la funzionalità dei reni da donatori DCD. I risultati evidenziano la necessità di studi più approfonditi per ottimizzare i parametri e le preparazioni chirurgiche e per stabilire un metodo standardizzato per valutare i singoli parametri di ciascun rene.
I promettenti risultati preliminari indicano che questa tecnica potrebbe svolgere un ruolo cruciale nel migliorare gli esiti dei trapianti renali da donatori DCD.
